
Su Marie Claire di settembre (inserto Marie Claire bis), in questi giorni in edicola, c’è un’intervista al sottoscritto, insieme a Wendy Lam, i ragazzi di Fashionblog, Denni Elias, Erica e Morethanlove.
MarteMagazine, il blog di MarteLive, dedica un post al fashion blogging con un’intervista al sottoscritto, all’amico Stefano Guerrini, ad Elena di Marco di Modalità:Demodè ed Alessandra Pellegrino di Glamour.
Grazie a Vanessa Scicchitano per l’articolo!
La Scuola Superiore di Giornalismo della Luiss fa un settimanale. E questo non lo sapevo.
Si chiama Reporter Nuovo e sull’ultimo numero c’è una mia intervista (che potete leggere dopo il salto). E ora lo so.
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Waa Mulena per ora è un blog (poi sarà anche una webzine) abbastanza fuori di testa da pubblicare elenchi di auto tamarre come non se ne fanno più, mini-racconti pagani ed interviste a strani personaggi tra cui il sottoscritto, che per una volta ha avuto il piacere di rispondere a domande che non fossero sempre le solite accomodanti e rassicuranti!
Segnatevi Waa Mulena tra i preferiti perché i ragazzi che lo fanno sono abbastanza imprevedibili da far uscire da cilindro dei piccoli capolavori di socio-surrealismo e perché si vede lontano un miglio che dalle loro parti c’è un (raro) gusto genuino per la scrittura.
Nel weekend sarò a (Alta)Roma per rappresentare Frizzifrizzi durante la prima edizione del Fashion on Paper, intanto il mio amico Stefano Guerrini, che sarà l’anche lui in (multi)rappresentanza di MadeWithStyle, Qbik, Dapasserella e Le Pillole di Stefano, mi ha fatto una mini-intervista sul suo blog, insieme ad un altro amico/collega, Bollett di UrbanCamou.
Quelli di D – La Repubblica delle Donne mi hanno appena intervistato per un numero dedicato alla moda uomo che uscirà subito dopo i giorni del Pitti Immagine Uomo.
Bella intervista (sicuramente molto meglio delle altre che mi hanno fatto).
Sono andato un po’ in crisi quando la giornalista, Valentina Capelvenere, mi ha chiesto quand’è stato il momento in cui ho capito che per Frizzifrizzi avevamo svoltato.
In un millisecondo mi sono domandato ma perché, abbiamo svoltato?, mi sono risposto dài diciamo di sì e poi ho risposto a lei non so come. Pazienza, lo rileggerò sulle pagine di D quando uscirà.
Mi ha anche chiesto il libro che mi ispirato di più. Risposta: Infinite Jest, sicuramente.
Che con quello che faccio nella vita non c’entra assolutamente niente ma è stato quel volumotto denso denso di parole, paranoie e personaggi che poi ti porti dentro come fossero (stati) vivi che mi ha dato la strana energia, quel Natale del 2000, che poi nei mesi seguenti mi ha fatto mettere tutto in discussione.
Secondo libro (ma questo non me l’ha chiesto), sicuramente Dispacci di Michael Herr, per quell’energia potente, furibonda, ormonale, oscura, che non ho più trovato in nessun altro libro. E difatti quello era un reportage giornalistico, non un romanzo.
Il caro Cristiano/Minimallwario mi intervista sulla webzine che da bravo sarto è riuscito a ritagliarsi addosso – facendo un lavoro davvero su misura.
Scaricatevi Giungla Magazine.
Lo so, mi vesto sempre uguale e dico sempre le stesse cose…
Il sottoscritto e signora intervistati da questo fantastico, nuovo blog: Set Your Style.
Leggetevi l’intervista doppia
Pure in Alto-Adige vogliono sapere come la penso e non so se sia buon segno oppure no.
Scherzi a parte, se lo trovate leggetevi questo free-press italiano/tedesco, Cool Schrank, perché merita. E la tizia che l’ha ideato e lo porta avanti ha un nome perfetto per un romanzo: Anna Quinz.
Hai voglia a dire, sono stato su Glamour, su Marie Claire, su Repubblica.
I complimenti ti arrivano davvero solo quando c’è la tua foto sul settimanale locale
Sulle quarte di copertina venute male di Jesi e la sua Valle, scarti di tipografia, ci disegnavo sopra all’asilo (tigri fatte a pezzi e cavalli con folte sopracciglia, perché Stefano G. che era il mio migliore amico, mi aveva convinto che era così, e poi punk a torso nudo – ma non sapevo ancora com’erano i punk – e Lancia Prisma a tutto spiano). Quando con le mie cugine ci siamo buttati nell’editoria, con un magazine di una decina di pagine fatto tutto con foglietti tipo post-it, ci siamo ispiratti a Jesi e la sua Valle per la grafica. C’erano pure i simboli dei partiti (era tempo di elezioni): libertas, il sole che ride, il garofano rosso, la falce e il martello. A noi piaceva il sole che ride. Bei tempi.
Moi e signora intervistati su MIA di questo mese.
Si parla di Frizzifrizzi e di Shopper.
Carlotta Latessa ha intervistato me ed Ethel per la sua (interessantissima) tesi sulla comunicazione nell’editoria indipendente.
L’intervista la potete leggere nelle immagini di seguito.
Intervistato dal magazine digitale dedicato all’arte Neozine.
Leggi l’intervista.