
Su Marie Claire di settembre (inserto Marie Claire bis), in questi giorni in edicola, c’è un’intervista al sottoscritto, insieme a Wendy Lam, i ragazzi di Fashionblog, Denni Elias, Erica e Morethanlove.
Non so dove né quando. Né per chi né perché si è diffusa tra stampa o pseudo-stampa la convinzione che Frizzifrizzi sia un blog dove pubblichiamo nostre foto con i vari look o streetphots a là The Sartorialist.
Non capisco. Non concepisco. Ma quando scrivono le vanno a vedere, prima, le cose?
Ultimamente, sempre più spesso, mi capitano interviste in cui mi chiedono dove preferisco scattarmi le foto. E che devo dire? In cucina, per quanto mi riguarda.
Allora giù a spiegare cos’è Frizzifrizzi, ché ci chiamano tutti fashion bloggers ma io e quelli che si scattano le foto facciamo due mestieri diversi. E’ come l’ospite che è sia chi ospita e chi è ospitato.
E comunque quest’articolo, nel complesso, è una vera chicca.
Ogni tanto qualche litigata via mail capita.
Ma trovare uno come questo è come vincere alla lotteria (dell’umiltà).
L’antefatto: come tantissimi altri colui che chiamerò TIZIO ha inviato le foto delle sue creazioni, in questo caso gioielli, per avere un articolo su Frizzifrizzi. Dopo aver ricevuto la risposta standard in cui spiegavamo, con delicatezza, che non ci piacevano, ecco lo scambio di mail.
TIZIO:
mi sembra davvero strano o meglio non è che per caso volete solo le foto senza fotomontaggio di grafica? forse voi non lo sapete perchè non siete nel campo vendita ma i gioielli più strani fanno solo scena ma nessuno li compra,quindi il mercato vuole la particolarità indossabile.mi spiace che non avete valutato bene,avete caricato cose inguardabili e non i miei gioielli??? mà…..cmq mi aspettavo professionalità invece non è così.colui che mi ha risposto non ha nemmeno un’identità che si nasconde dietro frizzi???hè???
IO:
Ciao TIZIO,
dopo la tua risposta mi sono guardato le tue mail, i tuoi prodotti e ribadisco quelli che ti ha scritto Ethel (che ha un’identità e gestisce lei l’indirizzo info@): le tue creazioni non ci piacciono.
Volevo precisare un po’ di cose, però, visto che ci fai diverse accuse.
Sappiamo benissimo quel che vuole il mercato.
Siamo in contatto con tantissimi negozi, abbiamo oltre 15.000 lettori ogni giorno, tra cui molti addetti ai lavori. E abbiamo i nostri gusti.
Dire che abbiamo parlato di cose inguardabili è una TUA opinione. Che rispettiamo come tu devi rispettare la nostra.
Per quanto riguarda la professionalità: di che parli? Siamo poco professionali perché non ti abbiamo risposto come avresti voluto? O semplicemente, e poco professionalmente, non sai accettare un rifiuto?
TIZIO:
ciao Simone,non è per il rifiuto è perchè ci sono tante estrosità nel vostro sito e non riesco proprio a capire cosa cè che non và nelle mie creazioni,che si vendono come il pane,tra l’altro mi hanno dedicato tre articoli di giornale,e poi essere rifiutati dicendo ” “”le tue creazioni non ci piacciono”cosa mi dovrebbe far capire???visto il sito estroso ai 15mila visitatori???quindi i visitatori devono essere tutti a gusti vostri?? e come sono i vostri gusti??? L’importante che siano del nord????esiste ancora il razzismo per il SUD?
IO:
Ciao TIZIO,
che tu venda come il pane non ne dubito. Come non dubito che lo faccia Versace, di cui però non parliamo. Come non parliamo di milioni di altri brands che fanno prodotti venduti ed apprezzati ma che non incontrano i nostri gusti “estrosi”.
I gusti, ripeto, sono gusti. Noi segnaliamo solo ciò che ci piace. Punto. Come fanno tutte le riviste, online e cartacee che hanno una linea editoriale, dopotutto.
E, ripeto ancora, come noi non ci permettiamo di giudicare i gusti altrui, tu non venire a giudicare i nostri. E non perché abbiamo tanti visitatori ma perché de gustibus non est disputandum, come si dice sempre.
Lasciamo stare, poi, sulla cosa – delirante – del razzismo, a cui non rispondo perché non mi sembra davvero il caso.
Io nella vita di rifiuti ne ho ricevuti, ma una certa dose di umiltà e dignità mi ha sempre trattenuto dal mettermi poi a criticare chi mi aveva rifiutato.
TIZIO:
i miei gioielli sono stupendi,impossibile dire il contrario,non posso accettare la vostra critica,non accetto! Non siete creatori di gioielli,non avete gusto,lasciamo stare frizzi frizzi ma perchè mi dici la” linea editoriale “??? poi a cosa vi attenete? Guarda sono deluso solamente che fate sembrare chi sà cosè frizzifrizzi invece…………fanno un sito che parlano solo di quello che piace a loro e inventano gli articoli.arrivati a questo punto mi sembra così.DELUSO e non accetterò mai anche se non mi avete pubblicato che voi mi diciate “Non ci piace” è impossibile.non mi aspetto più risposte da te simone e senza tornaconto ti dico che tu non capisci prorio un cazzo e sei offuscato dai 15mila visitatori stranieri.umiltà??
IO:
Beato chi non ha dubbi (e non sa scrivere in Italiano).
La mia socia Francesca è stata intervistata da Adv – Strategie di comunicazione per il numero di marzo, che al suo interno ha uno speciale dedicato alla moda.
MarteMagazine, il blog di MarteLive, dedica un post al fashion blogging con un’intervista al sottoscritto, all’amico Stefano Guerrini, ad Elena di Marco di Modalità:Demodè ed Alessandra Pellegrino di Glamour.
Grazie a Vanessa Scicchitano per l’articolo!
Ancora su Style, ma stavolta per il corso per Fashion Blogger – che si terrà prossimamente al CampusDellaModa di Carpi (Mo) – dove terrò una lezione anch’io.
L’articolo è di qualche giorno fa ma l’ho visto soltanto ora (grazie a Tamara).
Oggi sul free-press Metro – sezione tendenze – si parla di fashion blogging e Frizzifrizzi.
Il magazine lo potete scaricare qui (ed. Milano, Roma, Torino, Genova).
Sul numero di marzo di Glamour, in edicola da oggi, ci sono anch’io a pag.202.
Si parla di eventi e di come promuoverli.
Purtroppo come spesso capita sulle riviste tradizionali (su web si sta più attenti perché poi si fa subito a commentare e smentire) nell’intervista che mi hanno fatto via mail ho detto tutt’altro.
Se siete curiosi, dopo il salto trovate le mie risposte originali.
Read the full post
Questo blog che ho sempre considerato (molto) di contorno, una specie di piccola isola dove scrivere quando e come mi pare, sta iniziando ad avere una vita propria.
Oggi sono su Style.it.
Un enorme ringraziamento a Claudia Vanti che ha scritto il post.
Nel weekend sarò a (Alta)Roma per rappresentare Frizzifrizzi durante la prima edizione del Fashion on Paper, intanto il mio amico Stefano Guerrini, che sarà l’anche lui in (multi)rappresentanza di MadeWithStyle, Qbik, Dapasserella e Le Pillole di Stefano, mi ha fatto una mini-intervista sul suo blog, insieme ad un altro amico/collega, Bollett di UrbanCamou.
Su D – La Repubblica delle Donne, si parla di Frizzifrizzi in uno speciale sui consigli dei bloggers per la prossima primavera-estate.
Nonostante ci sia il mio nome in realtà è tutta farina del sacco della mia socia Francesca, e ci tengo molto a specificarlo.
Purtroppo quelli di D, visto che non è la prima volta che parlano con/di noi, preferiscono aver un punto di riferimento (in questo caso io) e segnalare quello.
E’ una vita che non metto nuovi posts. Sono stato alle prese con il lavoro (lanciare la Frizzifrizzi’s Xmas Gift Guide, andatevela a vedere!), promuovere, scrivere, leggere, vendere, collaborare.
E poi con l’arrivo dei malanni invernali di Sveva (perché nessuno ti dice le cose? Mai e poi mai fare l’aerosol prima di mettere a dormire la pupetta…) le lancette dell’orologio hanno iniziato a correre e correre.
Ora ho ancora più da fare, ma il Natale è alle porte e, come tutti gli anni, sono in piena atmosfera natalizia.
Mi guarderei tutti i film a tema, pure le puntate di Natale di ogni telefilm.
Nel frattempo io ed Ethel stiamo addobbando la nuova casa, o almeno ci proviamo!
Sul numero di Vogue di ottobre si parla di blogs. E ci siamo anche noi!
Lo trovate in edicola. Siamo a pagina 190.
Un po’ in ritardo mi accorgo che mi hanno pubblicato ancora una volta su D – La Repubblica delle Donne. Per Frizzifrizzi ma anche – e di questo ne vado ancor più fiero – per il mio sito personale.
Appunti non di moda, ma di stile, dicono.
Le piccole “monografie di stile”, come le ha ribattezzate il mio amico Stefano Ricci / El Manco, hanno fatto colpo. Quindi le folgorazioni notturne del tipo “mmm… mettiamoci a cercare tutte le giacche di pelle che ha portato Lou Reed” avevano un senso.
Di Frizzifrizzi invece scrivono: cliccatissimo, è ormai classico, con un curioso e interessante approccio alle notizie. Praticamente quello che abbiamo cercato di essere / fare / trasmettere fin dall’inizio del progetto, riassunto in poche righe.
Il numero è quello di sabato 26 settembre. A pagina 170 vengono segnalati i migliori blog su moda, design, arte e tecnologia. Se ce l’avete ancora da parte meglio, altrimenti lo potete sfogliare direttamente online da qui.
Hanno intervistato la mia socia Francesca.
Ecco il link.