



Quali sono secondo te le community più giuste?Già, non avrei mai e poi mai, neanche sotto tortura, detto che i social networks più nuovi sono Iqons (che è nato vecchio) e FadMashion (piuttosto inutile).
Sicuramente la più utilizzata è Facebook. Si crea un evento, si invita tutti i propri amici e poi si va di passaparola (anche se a volte si rischia di essere un po’ fastidiosi, quando dall’altra parte c’è chi non ha voglia di ricevere decine di inviti, anche per le iniziative più improbabili).
Poi ci sono i siti specializzati proprio negli eventi, a metà tra portali e communities. Il migliore è senza dubbio Zero.eu, dove trovare – e segnalare – cosa fare e dove andare nelle maggiori città italiane, il tutto diviso per categoria (musica, notte, arte e cultura). Poi ci sono Tonight.eu e Milanodabere.it, anche se quest’ultimo copre solo il capoluogo lombardo.
Infine non si può non citare Twitter, ma solo se si ha un nutrito gruppo di “followers”, altrimenti è come cinguettare al vento…
Cioè come bisogna veicolare i contenuti?
Con semplicità ed efficacia.
Dando tutte le informazioni, cercando di far arrivare il messaggio: cosa si sta organizzando, perché, cos’ha di particolare il proprio progetto, chi è il proprio target.
Con chiarezza, ma senza strafare.
E la forma? Come bisogna presentare un progetto del genere?
Qui in redazione riceviamo decine di segnalazioni di progetti con allegate pagine di presentazione, che poi finiscono nel cestino.
Non ho bisogno che mi spieghi per filo e per segno la tua visione della vita o il tuo manifesto politico per segnalarmi un progetto o un’evento.
Basta saper incuriosire: una grafica efficace, le informazioni essenziali. Il resto, se ne ho voglia, vado a cercarmelo io.
E se intorno alla presentazione/idea si vuole creare un evento, quali sono le formule vincenti?
Prima bisogna creare l’attesa. “Buttarla lì”: alle persone giuste e nei posti giusti.
Ma senza svelare tutto.
Poi magari creare un pre-evento: un video, qualche immagine di preview…
Dopodiché, se si ha il tempo di farlo, lanciare un sito o un blog apposito, anche con servizi gratuiti come Tumblr.
Ma senza stare a scrivere troppo. L’importante sono le suggestioni.
Portare chi ti segue sulla strada che vuoi tu, attraverso micro-emozioni sparse per social networks, immagini ispirative… Così quando poi ci sarà l’evento vero e proprio, tutti i pezzetti del puzzle verranno fuori e si uniranno come per magia.
Se tutto funziona, allora l’evento sarà riuscito.
E dopo, non lasciarla cadere lì, ma dare il “dessert”, come ad esempio le foto dell’evento, anche quelle da diffondere il più possibile.
Anche perché se si ha intenzione di continuare con il progetto, di fare una seconda edizione o una serie di serate, far vedere a tutti cosa si sono persi la volta prima è essenziale.



Simone added these words on Feb 25 10 at 22:24Vabbè… domani dovrebbe esserci un’altra intervista su Metro.