Come milioni di altri egocentrici bloggers faccio la mia lista di buoni propositi per l’anno che è appena iniziato.
Ho preferito lasciar fare al caso e farmi consigliare da
questo sito. Ecco i risultati, molti dei quali probabilmente non seguirò. Ma è un buono spunto per iniziare…
1. Start a pencil collection: bello! Le matite sono affascinanti, sia concettualmente (tutto quello che ci si può fare) sia esteticamente. In casa ce ne sono già tante. Perché non usarle di più e poi raccoglierle e magari incorniciarle. In salotto starebbero benissimo.
2. Talk more, tweet less: twitto veramente pochissimo ma se cambiamo twitter con facebook allora sì, si può fare, ed anzi ho già iniziato a fine anno. Mi piaceva facebook per il fatto di restare in contatto con i vecchi amici ma tra inviti ad eventi, email di chi mi contatta per cose per cui potrebbe (dovrebbe!) contattarmi tramite Frizzifrizzi, giochini e test che riempiono le pagine altrui, è diventato un lavoro pure quello, e ne faccio volentieri a meno.
In quanto a parlare di più, sì forse dovrei. Ma chi mi conosce sa che passo da settimane di semi-mutismo ad altre (ma in questo caso sono più giorni che settimane) di chiacchiericcio inconsulto.
Lo prendo comunque come un invito a parlare di più delle cose importanti, ché dò troppo spesso per scontate.
3. Make a quilt: non ho proprio l’abilità manuale e la pazienza per mettermi a fare una trapunta. Questo lo salto.
4. Look up at the sky: non sono tra quelli che non guardano mai in alto. Ne è la prova il fatto che se su una strada o in mezzo ad un parco c’è anche una sola cacca di cane, puoi star certo che sarò io a pestarla. Come proposito vedrò di guardare un po’ più in su (stando comunque attento alle cacche).
5. Spend more time with the kids: sono un bravo papà? Me lo chiedo spesso e la risposta è di volta in volta diversa. Durante questi giorni di festa ho passato decisamente più tempo con mia figlia (e lavorato decisamente meno, praticamente niente) e mi sono divertito un mondo. Devo imparare che, dopo una certa ora, il computer va spento, il cellulare va
ammutolito e far finta, fino al giorno dopo, che non esistano.
6. Accept: questa è La Parola Chiave. Devo accettare che gli altri siano diversi da me. Devo accettare che quello che per me è importante non lo sia per chi mi sta intorno. Devo accettare che chi mi sta intorno consideri importanti delle cose che per me non lo sono e meritano quindi la mia attenzione. Devo accettare di essere umano e fare degli errori e rinunciare alla ricerca continua della perfezione in quello che faccio, tanto non la raggiungerò mai.
7. Grow basil: sì una piantina di basilico fresco, sul davanzale o in terrazza ci starebbero proprio bene. E gli spaghetti ne guadagnerebbero.
8. Enjoy every minute: mah, questa mi sembra una gran banalità. Sfido chiunque a gustarsi ogni minuto della propria vita. Anche solo in linea di principio non sono d’accordo. Rivendico il mio diritto ad essere scazzato, annoiato o anche solo indifferente.
9. Write a story: punto dolente. Ma sono contento che sia uscito come proposito. Scrivere è forse la cosa che mi piace fare di più, insieme a cercare. Quello che faccio ne è la dimostrazione. E non ho iniziato a fare il blogger per essere invitato ad eventi, stringere contatti ecc. ecc. Sono piuttosto orso, a dire il vero, e seppur nel tempo io abbia conosciuto tanta gente interessante, rimango comunque estraneo alla mondanità, al farsi vedere e all’esserci a tutti i costi tipici del mondo in cui bene o male lavoro.
Tanto che periodicamente apro il mio bravo editor di testi e provo a ri-cominciare a scrivere racconti da tenere nel cassetto, come facevo fino a dieci anni fa. Ma poi, dopo aver scritto qualche riga la lascio lì, proponendomi di tornarci sopra (ma non lo faccio mai) e riempio di frasi abbandonate a loro stesse una cartella del desktop che poi non vado mai a riaprire. Questo 2010, lo prometto a me stesso, finirò almeno un racconto.
10. Take a break: vedi il punto
5. Dopo le sei (facciamo le sette) il computer dovrà esistere solo per ascoltar musica, scrivere (vedi punto
9) o guardar film. E un weekend senza una tastiera, un telefono o una macchina fotografica tra le mani, di tanto in tanto, devo proprio farlo.