Sono entrato in libreria per prendere un libro di cui avevo letto la recensione non so dove:
Glenn Gould e la ricerca del pianoforte perfetto.
Non che io suoni il piano. Non sono neppure un fanatico di Glenn Gould (ho un suo cd ma l’ho ascoltato davvero pochissimo), ma mi intrigava la vicenda, l’ossessione di un personaggio leggendario come Gould, inadatto alla vita di tutti i giorni ma un dio quando se ne stava seduto davanti al suo pianoforte, alla ricerca di quello che poi è diventato lo strumento con cui ha suonato praticamente per il resto della sua vita.
Libri del genere mi piacciono per la storia e l’atmosfera, e quando sono in impasse con la narrativa e non so che leggere, mi compro saggi che di solito si rivelano interessanti: sulla boxe, sullo spionaggio, sui cantanti confidenziali… Robe del genere. Dopo di solito arriva l’ispirazione, sia nel lavoro che nell’acquistare altri libri.
Oggi comunque, come dicevo, sono entrato in una libreria per comprare il volume su Gould dopo averlo visto in vetrina in un’altra libreria. Sono entrato ma non l’ho preso. Passata, nel giro di qualche centinaio di metri, la voglia di leggerlo.
Invece ho preso
un libro su Kubrick di Michael Herr, mio scrittore feticcio (per
Dispacci), che ho già iniziato a leggere. L’avevo visto già da un po’ sugli scaffali ma fino ad oggi non mi ero deciso a portarmelo a casa.
Ma si sa, queste cose hanno il loro tempo ed i libri per fortuna aspettano che arrivi il tuo personalissimo
momento giusto per leggerlo.
Poi ho presto
Principianti di Carver, con le versione inedite e non tagliate di alcuni suoi racconti, che mi tengo per quando mi viene un po’ voglia di Carver. E succede spesso.
E infine
Zona Disagio di Jonathan Franzen, di cui ho letto solo recentemente
Le correzioni, con cui ho pianto come un bimbetto come non mi era mai successo prima con un libro. Zona Disagio è l’autobiografia dell’autore e anche qui, come nel suo capolavoro, si parla di famiglia.
In questo periodo meraviglioso ma strano, con una figlia da crescere in due e la famiglia lontana, sto cercando in libri e dischi (film purtroppo è da un po’ che non riesco a vederne) sensazioni rassicuranti.
E difatti mentre leggevo
Le correzioni sono spuntati fuori, nelle ore della lettura, di solito da mezzanotte alle due o giù di lì, fiumi di ricordi che avevo accantonato da qualche parte.