
L’unico grande erede di John Wayne, nell’accigliare, può essere solo Clint Eastwood.
Ma non può superare il maestro.
Tenerezza e mascolinità, dubbio e sicurezza, consapevolezza, lealtà e sotto sotto una vocina che ad ogni inquadratura diceva sono io John Wayne (anche quando recito, recito me stesso, io sono così).
Tutto in un’accigliata.
D’accordo, l’iPhone non sarà mai una macchina fotografica.
D’accordo, qui si tratta di un gioco: la fotografia vera è un’altra cosa.
D’accordo, le toy cameras hanno rotto le scatole.
D’accordo, quello che puoi fare con Hipstamatic lo fai con qualsiasi programma di fotoritocco dopo averle scaricate.
Ma, quando il tempo di fare foto per passione non ce l’hai più da anni.
Ma, quando basta tirar fuori dalla tasca il cellulare e metterti a scattare.
Ma, quando ti diverti a cambiare in due secondi lenti, flash e pellicola (virtuali).
Ma, se devi scaricarle e metterti a ritoccarle chi ha voglia poi di farlo?
Quindi mi sono scaricato Hipstamatic (1,59 €) e mi sto divertendo come un pazzo!
p.s.
la “sbobba” è di Sveva
Ancora su Style, ma stavolta per il corso per Fashion Blogger – che si terrà prossimamente al CampusDellaModa di Carpi (Mo) – dove terrò una lezione anch’io.
L’articolo è di qualche giorno fa ma l’ho visto soltanto ora (grazie a Tamara).
Oggi sul free-press Metro – sezione tendenze – si parla di fashion blogging e Frizzifrizzi.
Il magazine lo potete scaricare qui (ed. Milano, Roma, Torino, Genova).
Sul numero di marzo di Glamour, in edicola da oggi, ci sono anch’io a pag.202.
Si parla di eventi e di come promuoverli.
Purtroppo come spesso capita sulle riviste tradizionali (su web si sta più attenti perché poi si fa subito a commentare e smentire) nell’intervista che mi hanno fatto via mail ho detto tutt’altro.
Se siete curiosi, dopo il salto trovate le mie risposte originali.
Read the full post
Waa Mulena per ora è un blog (poi sarà anche una webzine) abbastanza fuori di testa da pubblicare elenchi di auto tamarre come non se ne fanno più, mini-racconti pagani ed interviste a strani personaggi tra cui il sottoscritto, che per una volta ha avuto il piacere di rispondere a domande che non fossero sempre le solite accomodanti e rassicuranti!
Segnatevi Waa Mulena tra i preferiti perché i ragazzi che lo fanno sono abbastanza imprevedibili da far uscire da cilindro dei piccoli capolavori di socio-surrealismo e perché si vede lontano un miglio che dalle loro parti c’è un (raro) gusto genuino per la scrittura.
Questo blog che ho sempre considerato (molto) di contorno, una specie di piccola isola dove scrivere quando e come mi pare, sta iniziando ad avere una vita propria.
Oggi sono su Style.it.
Un enorme ringraziamento a Claudia Vanti che ha scritto il post.
A meno che non sei un over 40 e se ti dico blog ti viene in mente solo The Sartorialist, ci scommetto che dell’ipersopravvalutato Scott Schuman non ne puoi più.
E se ti piacciono i gatti e pensi che la parodia a volte è meglio dell’originale, guardati The Catorialist.
Nel weekend sarò a (Alta)Roma per rappresentare Frizzifrizzi durante la prima edizione del Fashion on Paper, intanto il mio amico Stefano Guerrini, che sarà l’anche lui in (multi)rappresentanza di MadeWithStyle, Qbik, Dapasserella e Le Pillole di Stefano, mi ha fatto una mini-intervista sul suo blog, insieme ad un altro amico/collega, Bollett di UrbanCamou.
Su D – La Repubblica delle Donne, si parla di Frizzifrizzi in uno speciale sui consigli dei bloggers per la prossima primavera-estate.
Nonostante ci sia il mio nome in realtà è tutta farina del sacco della mia socia Francesca, e ci tengo molto a specificarlo.
Purtroppo quelli di D, visto che non è la prima volta che parlano con/di noi, preferiscono aver un punto di riferimento (in questo caso io) e segnalare quello.
Come milioni di altri egocentrici bloggers faccio la mia lista di buoni propositi per l’anno che è appena iniziato.
Ho preferito lasciar fare al caso e farmi consigliare da questo sito. Ecco i risultati, molti dei quali probabilmente non seguirò. Ma è un buono spunto per iniziare…
1. Start a pencil collection: bello! Le matite sono affascinanti, sia concettualmente (tutto quello che ci si può fare) sia esteticamente. In casa ce ne sono già tante. Perché non usarle di più e poi raccoglierle e magari incorniciarle. In salotto starebbero benissimo.
2. Talk more, tweet less: twitto veramente pochissimo ma se cambiamo twitter con facebook allora sì, si può fare, ed anzi ho già iniziato a fine anno. Mi piaceva facebook per il fatto di restare in contatto con i vecchi amici ma tra inviti ad eventi, email di chi mi contatta per cose per cui potrebbe (dovrebbe!) contattarmi tramite Frizzifrizzi, giochini e test che riempiono le pagine altrui, è diventato un lavoro pure quello, e ne faccio volentieri a meno.
In quanto a parlare di più, sì forse dovrei. Ma chi mi conosce sa che passo da settimane di semi-mutismo ad altre (ma in questo caso sono più giorni che settimane) di chiacchiericcio inconsulto.
Lo prendo comunque come un invito a parlare di più delle cose importanti, ché dò troppo spesso per scontate. Read the full post
Non ho mai avuto un presepio, ed ho spiegato il perché in un articolo su Frizzifrizzi (ma potete leggerlo anche qua in fondo).
La mia famiglia evidentemente legge quello che scrivo visto che era nell’aria, durante l’ultima visita a casa dei miei, nei giorni scorsi, che per me ci sarebbe stato un presepe sotto l’albero.
Ma ecco che durante un pranzo di famiglia, di quelli che non facevamo da un po’, arriva il fratello di mio padre con questo: un vecchio presepe di famiglia che ha restaurato apposta per noi.
Casetta ed angelo sono del 1957. Li comprò mio nonno – che purtroppo ho potuto conoscere veramente poco, visto che è morto quando ero ancora molto piccolo – e l’hanno avuto in casa mia padre e i suoi due fratelli per tanti anni.
Ora arriva nella nostra casa, non senza qualche lacrimuccia versata dal sottoscritto dietro agli occhiali scuri che portavo quando ho ricevuto il regalo (causa Sveva e le sue unghiette letali in un occhio).
Sicuramente il più bel regalo di Natale che potessi(mo) ricevere. Read the full post
Questo è il primo albero di Natale ufficiale qui in casa Sbarbati e, dato che siamo una famiglia nuova di zecca, ancora non abbiamo scatole impolverate piene di addobbi, palline con una storia alle spalle, puntali regalati dal nonno dell’amico del fratello di…
In pratica, si parte da zero. Abbiamo risolto con un piccolo albero preso per pochi euro, palline rosse ipereconomiche e poi ci abbiamo attaccato su qualche decina di pins.
Per quest’anno, bene così.
E’ una vita che non metto nuovi posts. Sono stato alle prese con il lavoro (lanciare la Frizzifrizzi’s Xmas Gift Guide, andatevela a vedere!), promuovere, scrivere, leggere, vendere, collaborare.
E poi con l’arrivo dei malanni invernali di Sveva (perché nessuno ti dice le cose? Mai e poi mai fare l’aerosol prima di mettere a dormire la pupetta…) le lancette dell’orologio hanno iniziato a correre e correre.
Ora ho ancora più da fare, ma il Natale è alle porte e, come tutti gli anni, sono in piena atmosfera natalizia.
Mi guarderei tutti i film a tema, pure le puntate di Natale di ogni telefilm.
Nel frattempo io ed Ethel stiamo addobbando la nuova casa, o almeno ci proviamo!